Anniversari del Rock: 17 Marzo – Genesis e Van Halen

Genesis e Van Halen

Nuovo appuntamento settimanale con gli “Anniversari del Rock” di Rock’s Temple e delle “Interviste di Nick“. A distanza di una settimana dal 10 Marzo, questa volta prenderemo in considerazione alcune importanti pubblicazioni che, in un modo e nell’altro hanno segnato la storia del rock.

I protagonisti di questa volta? I Genesis e i Van Halen. Non c’è bisogno di dire chi siano e cosa hanno fatto, o forse si. Scopriamo allora quale tappa importante hanno segnato queste storiche band in questa data.

 

Genesis: And Then There Were Three (1978)

Genesis

Iniziamo subito in bellezza con una delle formazioni più amate e importanti della storia, vale a dire i Genesis. Fondati nel 1967, una volta riuniti i 5 membri originali, Peter Gabriel (voce), Tony Banks (tastiere), Mike Rutherford (basso e chitarra), Anthony Phillips (chitarra) e Chris Stewart (batteria), sostituito quasi subito da Jonathan Silver, iniziano dopo un paio di anni la loro carriera discografica, grazie all’appoggio del produttore Jonathan King. Vede così la luce “From Genesis to Revelation“, il loro primo album, che all’epoca vendette solo 650 copie.

Nel 1970, con i nuovi membri Phil Collins e Steve Heckett, la band può finalmente assistere alla propria ascesa nel mondo della musica professionista, con l’uscita di “Nursery Crime” l’anno successivo. Questo è il periodo dove lo stile principale della band quello più amato e ricordato, prende forma. Composizioni più lunghe, assoli complessi, cambi di ritmo e virtuosismi in pieno stile Progressive. La prima metà degli anni 70 vede quindi la crescita della popolarità del gruppo e la nascita di brani come “The Musical Box“, “Firth of Fifth” e “Supper’s Ready“.

Nel 1975, i Genesis intraprendono un cambio di direzione, a causa dell’abbandono di Gabriel. La soluzione ad un tale cambiamento sta nella scelta di fare del batterista Collins il nuovo cantante della band. Anche il loro stile vede quindi la necessità di riadattarsi, propendendo per una serie di pezzi più semplici, e accessibili, con arrangiamenti più diretti e melodie più soft. Dopo Gabriel, è la volta dell’abbandono di Heckett, segnando così il completo abbandono del genere musicale di cui un tempo erano portavoce.

Gli anni 80 vedono i superstiti del gruppo alla scoperta di un nuovo tipo di musica e nuovi fan, che però crea un forte malcontento fra le file di quelli storici. Dopo una pausa, la band ritorna attiva nel 1986 con “Invisible Touch“. Le cose tuttavia non migliorano e tra numerose pause, dovute anche alle carriere individuali dei componenti, si arriva al 1999, dove Collins, Gabriel e Hackett si riuniscono insieme a Banks e Rutherford per registrare “The Carpet Crawlers 1999“, per poi segnare la fine del percorso dei Genesis.

Con quasi 50 anni di carriera, circa 30 album e 150 milioni di dischi venduti, sono probabilmente i più importanti esponenti del Progressive rock. I Genesis rappresentano l’unione di tante esperienze musicali diverse e complete; tutti gli elementi musicali vennero miscelati con sonorità rock e classiche, con armonie acustiche. La band ha tratto ispirazione anche da altri gruppi loro contemporanei: Rolling Stones, Beatles, Beach Boys e Bee Gees sono tra questi. Il loro successo gli ha valso un posto nella Rock and Roll Hall of Fame.

 

Genesis - And Then There Were Three

A compiere un anniversario di 40 anni è il loro 9° album, And Then There Were Three. Si tratta del primo disco realizzato dopo l’abbandono di Steve Hackett e che vede la nuova formazione composta solo da Collins, Rutherford e Banks. Entrati in un periodo più commerciale, i Genesis mescolarono in questo disco elementi di Progressive con quelli di Pop Rock. Il titolo, derivato dalla popolare filastrocca dei Dieci Piccoli Indiani, è un riferimento auto-ironico al fatto che ormai la band contasse solo 3 membri.

Le tematiche, da romantiche e criptiche che erano, diventano più alla portata di tutti e regnano argomenti in stile vecchio West. Dal disco sono stati tratti 3 singoli: “Many Too Many“, “Deep In the Motherlode” e la più celebre di tutte “Follow You Follow Me“, che chiude in bellezza l’album. Nonostante le critiche da parte dei fan storici per questo cambio di direzione da parte della band, “And Then There Were Three” ha comunque conquistato il 3° posto nella classifica Britannica e il 14° nella Billboard Top 200 e conquistato il disco di platino.

 

Van Halen: Van Halen III (1998)

Van Halen

Facciamo un salto di alcuni anni e parliamo di un’altra band storica, ma dallo stile molto più Hard & Heavy. Stiamo parlando dei Van Halen, il cui nome è dovuto a due dei loro principali membri, i fratelli Eddie e Alex Van Halen. Scoperti da Gene Simmons, bassista dei Kiss e guidata da David Lee Roth, con l’uscita del loro primo disco “Van Halen“, salgono finalmente alla ribalta, con un successo ineguagliato dai loro successivi album degli anni 80.

Nel 1985 Roth lascia la band e viene sostituito da Sammy Hagar, ex cantante dei Montrose, che resterà nel gruppo per ben 11 anni. Ha inizio così il secondo periodo della band, dove nonostante la scissione dei fan su quale frontman favorissero, il successo non accenna a diminuire. E’ la volta di album come “5150“, il primo a raggiungere il 1° posto nelle classifiche statunitensi e “For Unlawful Carnal Knowledge” che fa aggiudicare alla formazione ben 11 premi.

Nel 1996, anche Hagar lascia la band e dopo 2 anni è Gary Cherone a prendere il suo posto, con cui incideranno solo un disco, per poi sciogliere il gruppo dopo non molto tempo. Nel nuovo millennio, la band torna insieme, prima con Hagar, con cui si lancia per un prolifico tour e successivamente con Roth, con il quale sono tutt’ora rimasti.

I Van Halen sono senz’altro una band da record, che in 45 anni dai carriera ha ottenuto risultati eccezionali. Due dischi di diamante, un posto nel Guinnes dei Primati per il maggior numero di prime posizioni nella Mainstream Rock Tracks; il chitarrista, Eddie Van Halen si è aggiudicato l’8° posto nella lista dei 100 migliori chitarristi e il suo assolo in “Eruption” al 2° posto tra i migliori assoli di chitarra di sempre. Con 15 album all’attivo e 56 milioni di dischi venduti, i Van Halen hanno un posto di riguardo nella Rock and Roll Hall of Fame.

 

Van Halen - Van Halen III

Il loro 11° disco, Van Halen III, compie il 17 Marzo 20 anni. Si tratta dell’unico album con vocalist Gary Cherone, nonchè l’ultimo disco del 20° secolo per la band, prima di ritornare insieme dopo una lungo periodo di scioglimento. L’album rappresenta quello che viene considerato quasi da tutti come il loro peggior lavoro discografico e può essere definito come il loro unico insuccesso.

Oltre al brano “Without You“, unico singolo di successo presente nel disco, posizionatosi al 1° posto nella Mainstream Rock Tracks, un altro pezzo degno di nota è “How Many Say I“, unico storicamente noto dove il chitarrista Eddie Van Halen canta, in una ballad accompagnata sola da pianoforte.

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