Antonio Tarantino: conosciamo il geniale chitarrista brasiliano [Intervista]

antonio tarantino

Oggi abbiamo il piacere di presentarvi un artista molto particolare, considerato dalla critica specializzata come uno dei più geniali chitarristi brasiliani: Antonio Tarantino.

Si tratta di uno dei chitarristi italiani più prolifici dal punto di vista editoriale e le sue opere sono state vendute in tutto il mondo.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti importanti, quali Alex Britti, Nino D’Angelo, PFM, Pooh e Toquinho. Ha inoltre condiviso il palco con alcuni dei più grandi chitarristi del mondo (Tommy Emmanuel, Larry Coryell, Marcel Dadi).

Ma scopriamo subito l’intervista che noi di Rock’s Temple abbiamo realizzato ad Antonio Tarantino.

 

1) Antonio Tarantino le diamo il benvenuto su Rock’s Temple. Ci racconti qualcosa di lei…

“Buongiorno a voi!
Sono un chitarrista, didatta e compositore di musica brasiliana, flamenco e latina.”

 

2) Quando e come nacque la sua passione per la musica brasiliana e flamenco?

“La passione per la musica brasiliana e flamenco nacque quando avevo 15-16 anni dall’ascolto dei dischi di Baden Powell, Paulinho Nogueira, Toquinho, Paco de Lucia.

 

3) Quando compone la sua musica trae ispirazione da qualcosa in particolare?

“No, vivo di momenti e da quelli nascono delle melodie che poi armonizzo e arrangio dapprima mentalmente e poi sullo strumento.
Diciamo che si verificano in me, come un po’ per tutti quelli che fanno questo lavoro, delle situazioni emotive che trasformo in musica ed ogni volta l’ispirazione parte da un qualcosa di diverso.

 

4) Cosa le piacerebbe trasmettere con la sua musica?

“Passione, saudade, allegria, energia, novità tecnico-musicali.”

 

5) Parliamo adesso del suo nuovo album “Brasileirissimo”. Quanto tempo ha impiegato per la sua realizzazione? E’ soddisfatto del suo lavoro?

“Ci è voluto circa un mese per realizzarlo e alla fine è venuto fuori il prodotto che volevo prima di farlo, quindi completamente soddisfatto.”

 

6) Ci dica qualcosa in più in merito al pezzo del suo nuovo album a cui è più legato e perché…

“I 13 brani registrati li adoro tutti ma se dovessi sceglierne uno direi “Bossa Saravà” da me composto perché contempla al massimo l’obiettivo prefissato per questo CD che era quello di unire la melodicità italiana con la saudade brasileira.”

 

7) Durante la sua carriera ha vissuto molte esperienze, quale di queste ha lasciato
maggiormente il segno?

“Tutte mi hanno lasciato qualcosa di importante ma dovendo sceglierne una dico la pubblicazione del metodo La chitarra nel flamenco moderno edizioni Nuova Carisch del 1998 bilingue (italiano e spagnolo) in quanto fu distribuito praticamente in tutto il mondo, soprattutto in Spagna, e per un italiano vendere flamenco nella nazione in cui è nato è un risultato, a mio avviso, eccezionale.”

 

8) Che consiglio darebbe a tutti coloro che vorrebbero intraprendere la strada del musicista?

“Di guardarsi bene dentro ed essere convinti che quella è la strada da scegliere, di studiare molto e cercarsi uno stile personale senza il quale si rimane impantanati nella mischia.”

 

9) Quali sono i suoi progetti per il futuro?

“Produrre e pubblicare ancora opere inerenti la chitarra brasiliana, flamenco e latino-americana.”

 

10) Un ultimo saluto…

“Un ringraziamento a tutti quelli che mi seguono senza i quali non riuscirei ad andare avanti ed un grazie a voi per l’intervista!”

 

 

CONTATTI di Antonio Tarantino

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  • Pagina wikipedia –> QUI

 

Concludiamo questo spazio dedicato proprio ad Antonio Tarantino con questa sua esibizione.
BUON ASCOLTO.

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