Atreides: il toro del Power Metal nella corrida di “Neopangea” | (review: Marco Durst)

Atreides

E chi ha mai detto che se un ottimo progetto viene cessato, non si possa ripartire da quel cumulo di cenere dando vita ad un prospetto addirittura migliore? È proprio ciò che hanno fatto gli Atreides, band spagnola sorta dal cinereo dei decennali Skydancer! Questi ragazzi, quali Dany Soengas (songwriter, guitar), Ivan Lopez (vocal), Antonio Orihuela (bass) e Adrian Moa (drums), debuttano con il loro imminente Power Metal orchestrale ben radicato nell’album “Cosmos” che, dopo essere stato sommerso da eccelse recensioni, decidono di liberare ancora una volta il loro ‘toro metallico’ nella corrida del suono, dando vita a “Neopangea”: puro concentrato heavy metal, miscelato ad una dose massiccia di classic power e smistato in dieci adrenaliniche tracce maniacalmente studiate, che creano un imponente struttura sonora da togliere il fiato!

Si dissigilla in maniera esemplare questa corrida sonora con “Caminante”, dove il torero del power metal domina il suo nero avversario con eleganti movimenti ritmici, sprigionando tutta la sua tecnica strumentale seguita da un ottimo cantato spagnolo.

La furia del toro prende forma in “Penitencia”, alimentando la sua marcia con percussioni accelerate e riff dominanti, seguiti da soli e armonizzazioni ottimamente preparate; un pezzo dal power più radicato, dal quale l’essenza ne viene liberata in modo perfetto.

Il pubblico si gasa ai primi tocchi di “Laberintos”: una track corposa, strutturata favolosamente, con continui incrementi ritmici che fanno da base alla perforante voce di un energico frontman.

Sventola la bandiera bicolore, mossa dal vento di “La Niebla”: un heavy/power strumentale che riesce ad emanare forti folate di sinfonico vento, mentre la poetica del frontman profuma l’atmosfera con la sua rosa vocale, nel contempo in cui i riff levano la polvere di un possente pezzo.

Il calore ha sempre fatto parte del cuore degli spagnoli, e questo accentuato sentimento lo troviamo in “Fragiles”: un pezzo che emana il fuoco degli animi della band,  diffondendo la propria emotività in una struttura sonora degna di un ottimo power sound.

Le fiamme di questa possenza sonora si attenuano alle prime soavi note di “Balada N6”: una ballata elegante, straripante di emozioni e colma del fascino procurato dal canto spagnolo che riesce a donare un afrodisiaco tocco romantico a questo piccolo capolavoro.

Plaga Capital” è benzina sul fuoco! Gli adrenalinici riff si sovrappongono l’uno sull’altro, dando vita ad armonizzazioni eccellenti, seguite da spumeggianti ritmiche che riescono a tenere l’ascoltatore con il fiato sospeso durante l’intera track!

L’introduzione lenta e armoniosa di “A Donde Ir” si apre come un libro mai letto prima: man mano che le pagine di questo paradiso vengono sfogliate, aumenta d’intensità la presenza di un power metal meravigliosamente esponenziale ed elegantemente composto. Un piccolo ma intenso viaggio sonoro.

L’elicottero di “Solaris” sorvola le strade spagnole, sganciando riff e melodie che riempiono le piazze affollate, nelle quali padroneggia il sound perforante di questi quattro ragazzi: 6:48 minuti di incandescente heavy!

Lo spirito di “Nueva Pangea” prende forma tramite le sue sonorità ottimamente delineate, contornate da un frontman che segue perfettamente le ritmiche di una band che è riuscita a dar vita ad un pezzo di puzzle da incastonare nell’imponente quadro del Power Metal spagnolo!

Questi quattro ragazzi, questi divini Atreides, possiedonouna strada armoniosa davanti ai loro occhi; hanno fatto il pieno con “Cosmos” facendo salire la lancetta del loro nome, per poi salire in sella a “Neopangea” per percorrere la loro carriera a tutta velocità! Un album strabiliante, straripante di sonorità perfettamente realizzate dagli animi palesemente e profondamente Power Metal della band che, senza timor alcuno, ha esposto tutto il proprio vigore, realizzando un disco degno di nota.

 

MARCO DURST

8/10

 

Per saperne di più sugli Atreides visita la loro pagina.

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