Damned Pilots – L’intervista ad una band emergente di Trieste

Damned Pilots Intervista

I Damned Pilots, da Trieste, con il loro Post Nuclear Metal ci parlano un po’ di loro in quest’intervista!

-Raccontateci un po’ la vostra storia e come è nato il progetto della band.
Abbiamo iniziato nel 2013 a Trieste, i Damned Pilots sono un progetto nato dall’incontro tra Don Nutz, batterista e fondatore del gruppo che ha vissuto per dieci anni in Olanda, suonando e collaborando con numerose band e musicisti della scena di Amsterdam, ed altri musicisti attivi già da un po’. La nostra formazione attuale vede Sgt. Ote alla voce e chitarra, Willer Hz alla chitarra, Enrico ‘Erik Space’ Apostoli al basso e Don Nutz alla batteria.

-Da cosa nasce il nome del gruppo?
I Damned Pilots nascono fin dall’inizio con un concept preciso, ispirato all’immagine glam di gruppi storici come Rockets, Kiss, ai Turbonegro per la loro ironia, e con tanti riferimenti al mondo dei fumetti e della sci-fi. Il nostro ultimo album ‘Overgalaxy’ (Sliptrick Records, 2016) racconta le avventure dei Damned Pilots, ovvero di quattro piloti spaziali reietti e ribelli che vivono nell’era 3000, combattendo contro il loro acerrimo nemico Gorguss e le sue flotte malvagie. Per sopravvivere i Piloti viaggiano saccheggiando su e giù nello spazio a bordo di un van anni ’70, che è poi l’immagine che si vede sulla copertina dell’album ‘Overgalaxy’.

-Quali sono le principali tematiche che trattate nelle vostre canzoni?
L’album contiene nove tracce scritte da Don Nutz e Sgt Ote, più ‘Hell is Cold’ che è scritta da Ron Goudie. I nostri testi parlano di pianeti da esplorare e di incontri con personaggi mostruosi come ‘Sylvanic’, un Big Foot che vive nello spazio… e poi di guerre, di vendetta e di apocalisse, amori infranti, insomma di tutto quello che riguarda i Damned Pilots e le loro avventure.

-Invece le band che vi hanno fin’ora ispirato quali sono?
Le nostre influenze variano da gruppi come Trouble, Black Sabbath, Kiss, Hawkwind ai Beatles, anche se ogni tanto ci piace inserire qualche elemento black metal con arpeggi maligni. Ci piace anche il groove funk dei Grand Funk Railroad, il doom dei Cathedral, i Melvins per la loro follia, i Voivod per la loro originalità ed il loro stile fantascientifico post-nucleare… Potrei andare avanti per ore a citare gruppi, ma tutte queste influenze sonore non sono predominanti nella nostra musica, e lo stesso vale per il nostro immaginario: alla fine anche se cerchiamo di mescolare più cose possibili, l’obiettivo è quello di creare un sound originale e tutto nostro.

-Come vi rapportate con il pubblico durante i live?
Pur cercando la professionalità nel set cerchiamo sempre di interagire con il pubblico in maniera un po’ scherzosa, questo perché vogliamo che gli spettatori si sentano parte integrante dello show. Un concerto è fatto dai musicisti ma anche dal pubblico, e la buona riuscita di un live è proprio il rapporto che si crea tra l’audience e la band, come in uno scambio di energie positive o un gioco da giocare insieme. Per questo durante gli show puntiamo anche sul look, sul palco ci presentiamo con il face painting e abbiamo dei costumi di scena per trasformarci nei nostri alter ego, cioè i Damned Pilots.

-Avete alle spalle numerosi tour: Raccontateci l’esperienza più negativa che vi è accaduta durante un concerto. Quella più positiva?
Uno dei punti più bassi lo abbiamo raggiunto ad un concerto a Livorno dove il batterista -cioè io, Don-, venuto a conoscenza della morte di A.J. Pero dei Twisted Sister, tra l’altro la stessa sera del mio compleanno, ho esagerato con i drink causando alla band e a me stesso il concerto più brutto della nostra carriera…tanto che alla fine qualcuno sul poster del concerto ha pure scritto ‘Deficienti’ col pennarello, peccato che ero davvero troppo ubriaco per salvare quel poster! Comunque per punizione quella sera ho dormito sulle piastrelle congelate e umide di una cascina nelle praterie di Livorno… (ride). L’esperienza più positiva l’abbiamo avuta quando abbiamo suonato al Viper Room, il locale di Johnny Depp a Hollywood, un concerto speciale che non capita proprio ogni
giorno! Già vedere scritto il nostro nome sull’insegna è stato un flash, così come suonare nello stesso posto dove hanno suonato tante band… si respirava un’aria davvero troppo rock n’ roll! Poi un altro momento ‘storico’ è stato vedere tra il pubblico Bill Metoyer che a fine concerto è venuto a farci i complimenti. Un altro momento positivo è stato all’Excalibur di Amsterdam quando abbiamo incontrato i Saint Vitus, uno dei nostri gruppi preferiti!

-Avete un episodio particolarmente divertente che vi fa tutt’ora ridere?
Sì, dopo il concerto al Dive di Las Vegas stavamo per prepararci ad andare a dormire in uno di quei soliti motel da film dell’orrore quando il nostro mitico driver Lonnie ci dice: ‘Lasciate stare, stasera dormiamo in un hotel come si deve!’ Arriviamo dunque sotto il Flamingo Hotel, uno dei più famosi di Las Vegas, noi ovviamente scettici e convinti che Lonnie stesse scherzando, ma lo seguiamo comunque…arrivati con armi e bagali alla reception lui ci dice: ‘Don’t worry man, I’m a professional gambler’. Così ci siamo ritrovati nella suite reale al 24esimo piano con una vetrata di 10 metri da cui si vedeva il panorama di tutta la città…Non sto a raccontare anche quello che è
successo dopo, ma posso dire che è andata come nel film ‘Paura e delirio a Las Vegas’…indimenticabile!

-Vi lasciamo l’ultima parola…
Supportate le band underground e comprate il nostro nuovo cd ‘Overgalaxy’!

Per saperne di più sui Damned Pilots:

Grazie Damned Pilots, per quest’intervista è tutto!

STAY ROCK! 😉

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