Il black metal degli svedesi: ‘Division Vansinne’ | (review: Marco Durst)

Division Vansinne

Ormai è un dato di fatto che la scandinavia ha potenzialità elevate nel campo sonoro. Non per nulla i più grandi nomi della scena Black, Power e Death hanno piantato le loro radici sul territorio fertile del nord. Ed è proprio dalla Svezia che provengono gli imponenti Division Vansinne: una band black/death metal formata nel 2008 da tre roventi elementi, che con la loro unione danno alla luce il loro primo full length, nonché album di debutto: “Dimension Darkness”! L’album contiene decine di sfaccettature che variano di gradazione, con sonorità death anni ’90 accostate ad una corposa voce in growl; Un disco di imminente successo nel genere, la cui struttura è egregiamente elevata per un ascolto entusiasmante.

Un “Intro” suggestiva, formata da demoniache voci e dannati lamenti creano un ambient seducente, che spinge l’ascoltatore verso un tetro paradiso, dove gli angeli neri seducono le anime dei vivi, spingendoli all’ascolto dell’album.

Il cuore black della band inizia a battere con “Forsta Terror Pergamentet”, che con tetre sonorità introduttive riesce a sprigionare un energico death metal con marcate venature black, sgorgando sangue sonoro pompato dal cupo frontman.

Una ritmica lenta e dannatamente possente alimenta il fuoco dell’album con “Goathorns Rising”, ustionando gli ascoltatori con roventi riff e vibrazioni emanate da un ardente basso, nel contempo in cui la dote vocale del frontman sparge benzina sul fuoco di questo sound in continua crescita.

Le percussioni iniziali di “Helt At Helvete Med Allt” illuminano i corridoi bui di quest’album, dipingendo un percorso sonoro nella mente dell’ascoltatore; I tetri cuniculi del pezzo nei quali echeggia un sound black palesemente nordico, vengono rischiariti dalle leggiadre fiamme danzanti del death.

Prima che il vento di “Sandistic Love Session” attraversi questo labirinto sonoro, aprendo le porte alle tenebre che fanno il loro elegante ingresso accompagnate dal sound strisciante della band, con corposa ritmica e un intrigante struttura.

L’ora ‘x’ scocca alle prime note di “Andlost Javla Galenskap I Blod”, che con un imponente conformazione sonora riempie fino a far sgorgare il cuore dei fan; Un death annale fiammante che innesca la miccia ad esplosivi colpi di scena maledettamente accattivanti!

Come candele accese che emanano il loro lieve bagliore, gli arpeggi iniziali di “Ritual” illuminano le stanze di un vigoroso sound con corpose venature black, aprendo il sipario a pura adrenalina sonora, contornando un efficiente quadro goth dipinto dalla notturna voce del frontman.

Anche con “Flyende Under Solens Pest” i leggiadri arpeggi stendono un tappeto rosso all’inizio della track, sul quale i maestosi passi di un eccellente composizione avanzano senza stop; L’energia black non ha fine, e uno spirito oscuro possiede la band che esorcizza il loro demone racchiudendolo nei loro strumenti, ed emanando le proprie superbe sonorità.

La lenta ritmica iniziale di “Nar Allt Brunnit Ner” da vita ad una suggestiva intro che funge da molla, facendo schizzare un energico e ruvido sound dopo pochi istanti; Il doppio pedale indemoniato emana sorprendenti vibrazioni, dando vita ad una crepa nel muro del suono, che verrà in seguito distrutto dall’enfatizzante band.

Con “Dimension Darkness”, il muro in questione viene completamente raso al suolo, spianando la via verso una track esemplare, colma di prestanza death profondamente potente, che desertifica l’interio scenario, portando alla desolazione più totale, nella quale si percepiscono i residui dell’energia dell’accattivante musica.

Ed arriva “Outro”: 2:30 minuti di un ambient vuoto, che mostra un silenzio mal visto dalla precedente energia sonora, causa positiva del devasto totale!

Un debutto veramente interessante per i Division Vinsinne, che dimostrano di avere talento e voglia di tentare: l’evidenza è data all’udito del pubblico con questo disco. “Dimension Darkness” è un meteorite che si schianta sul suolo svedese, lasciando un cratere colmo di pura energia ed ottima capacità tecnica. Un album devastante, nel quale poter spaziare con molteplici arricchimenti sonori e ricchi colpi di scena che riescono a spezzare il fiato del fortunato pubblico. Un debutto mostruoso per la band svedese!

MARCO DURST

75/100

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