From The Shores: il loro ultimo album “Of Apathy” (review: Marco Durst)

From The Shores

Dalle acque dei canali di Venezia spunta il mostro del Death Metal italiano! La creatura in questione è chiamata From The Shores, composta da cinque potenti membri che la comandano tramite i fili di un sound mordente e colmo di pura tecnica strumentale. Formata nel 2008, la band veneziana ha già dato alla luce due piccole creature: un EP chiamato “Until My Last Breath” nel 2008 e l’omonimo singolo “From The Shores” nel 2011. Dopo un periodo di quiete, Venezia torna a tremare, mentre la creatura torna a mostrare tutta la sua energia con l’ultimo album “Of Apathy”, prodotto nel 2016 dall’etichetta Metal Scrap Records: puro death metal con arrangiamenti metalcore, dalle quali viene formata una struttura sonora colma di ricche sfaccettature e autorevole vigore. Il primo full-length della band!

L’assaggio strumentale di “This Ain’t Another Feast For Crows” funge da antipasto per l’intera abbuffata di death/metalcore che la band ha in servo per i propri fan; 0:43 secondi bastano per assaporare quel che verrà.

Ecco che arrivano le prime possenti note di “Heaven’s Dark Harbinger”, accompagnate dalla gutturale voce del frontman che spiana la strada ad adrenalinici riff e roventi ritmiche con modesta velocità; Armonizzazioni e soli degni del pezzo.

Il muro del suono viene infranto dalle percussioni di “The Constellation Thirst”: eccellenti cenni melodici accompagnano il possente death verso l’apice sonoro, deliziando il pubblico con un sound mordente e ricco di energia scenica.

Il riff iniziale di “To Rest In Arms Of Perfection” segue l’onda delle precedenti track, mutando di tanto in tanto e donando varie sfaccettature al pezzo; Allo stesso modo agisce il frontman, che con la sua adrenalina, si trascina dietro l’intera band.

Il quinto anello della catena è “Incest Of The Wretched” che si centra perfettamente nell’album; La ritmica non tende minimamente a rallentare, mentre la struttura sonora rimane salda e impassibile, sulla quale si arrampicano entusiasmanti colpi di scena che ravvivano il pezzo.

Il riposo? La calma? Sono fattori che non coincidono con quest’album, soprattutto quando a tener vivo il fuoco del death metal c’è “Primal”, che con la sua forma corposa alimenta le fiamme di un impavido pubblico, pronto a dare il meglio di se, incoraggiato dalle profonde sonorità di questo lavoro.

Idilliaco l’intervallo sonoro di “Opus XIII”, che in 2:10 minuti di pura strumentale, la band sprigiona l’essenza e l’emotività del loro sound, dando vita ad un eccellente quadro sonoro nel quale perdersi.

Ma l’energia metallica è sulla soglia, pronta a continuare nel suo intento con “Hourglass”: un pezzo colmo di possente prestanza, che fa tremare d’emozioni la terra della quiete, infrangendo il muro della monotonia, completamente raso al suolo dalla perfetta unione strumentale della band.

Non c’è spazio per i cardiopatici, e a darne prova è l’adrenalina iniettata da “I, The Firebreather”: un inizio leggero (ma non eccessivamente), seguito da una tempesta sonora formata da un vento ritmico che tira alla grande e da graffianti giri di basso che volano intorno ai roventi scream del frontman.

E purtroppo, come in ogni bella storia, c’è un inizio e una fine, ma non ci si può lamentare quando a concludere questo viaggio è l’accattivante “Weakness Of The Flesh”, che con i suoi 8:43 minuti di puro spirito death metal ci saluta in maniera esemplare, donando agli animi l’ultima scarica di evidente e imponente energia sonora.

I From The Shores non hanno molto da imparare, dimostrandoci la loro profonda preparazione in quest’album! “Of Apathy” è ben strutturato, con un corpo lineare e un ottimo percorso da seguire ben evidenziato; Il sound risulta pulito e ben elaborato. L’inizio di una nuova era per i From The Shores, che con “Of Apathy” dimostrano di avere grinta da vendere, strutturando le loro sonorità in maniera esemplare, donando al loro pubblico del puro e sano Death Metal italiano! Non c’è nulla di negativo da dire su questo progetto ben avviato, e i fan del genere avranno modo di mandarmi ragione, dopo aver ascoltato questo capolavoro.

 

MARCO DURST

8/10

Related posts

One Thought to “From The Shores: il loro ultimo album “Of Apathy” (review: Marco Durst)”

  1. […] From The Shores: il loro ultimo album “Of Apathy” (review: Marco Durst) […]

Comments are closed.