Frozen Sand – L’intervista ad una band emergente di Novara

Frozen Sand Intervista

Siamo andati ad intervistare la prog metal band ‘Frozen Sand‘, coloro che il nostro Marco Durst ha definito “I Poeti del Prog Metal“. Dopo il loro primo full-length Fractals: A Shadow Out Of Light“, i ragazzi di Novara decidono gentilmente di rispondere a qualche nostra domanda; a voi l’intervista!

-Ragazzi, iniziamo con una breve biografia del vostro progetto: Come si è formata la band?
I Frozen Sand nacquero ufficialmente nell’autunno del 2010, dopo una prima fase embrionale nel quale si alternarono diversi componenti. L’attività compositiva iniziò fin da subito, portando alla produzione di un primo EP nel gennaio 2011. In seguito, dopo le prime esperienze live, ci rimboccammo le maniche per dare vita a una nuova demo di 4 pezzi, intitolata Shelved Ambition: possiamo affermare che questo fu il nostro primo vero lavoro in studio, completato nel maggio del 2012. Con Shelved Ambition iniziarono inoltre ad affiorare una serie di tematiche (tra cui “l’inesorabile scorrere del tempo”, “la doppia natura insita nell’animo umano” o “l’ambizione che porta l’individuo alla dannazione”) che sarebbero poi state ricorrenti in tutte le successive composizioni. Il 2013 fu poi un anno abbastanza difficile, tra lentezza compositiva e difficoltà nel trovare un “percorso” che potesse dare un significato a quello che stavamo realizzando in campo musicale. Fu proprio nel settembre del 2013, che nacque l’idea di legare la nostra musica a un percorso narrativo: l’idea non era sicuramente rivoluzionaria, ma fummo subito convinti ed entusiasti dalla bozza di storia presentataci da Luca, il nostro cantante. Con il tempo capimmo come il musicare una storia, decisamente era per noi di grande aiuto, dando infatti un senso ai nostri brani, eterogenei tra di loro in quanto “contaminati” dai gusti (a volte addirittura opposti) di ognuno di noi. Figlio di questa piccola rivoluzione, fu Prelude, registrato nel gennaio del 2014 ma pubblicato quasi un anno dopo, nel novembre dello stesso anno. Sarebbe stato proprio questo Preludio ad aprire la storia di Fractals, saga che vede i suoi primi 4 atti materializzarsi in Fractals: A Shadow out of Lights, il nostro primo vero full-length, registrato lungo il 2016 e rilasciato ad inizio 2017.

-Voi, ragazzi, siete dei cosiddetti ‘storytellers’: Come mai la scelta di unire proprio il Prog Metal ai vostri testi?
Diciamo che il Prog Metal mette tutti d’accordo all’interno della band, ahahah… è il grande punto di incontro dei nostri gusti musicali. È inoltre un genere molto flessibile, rispetto ad altri sottogeneri del Metal. Tuttavia, pur riferendoci principalmente a questo genere, tendiamo nel complesso a svincolarci da qualsiasi canone e fare un po’ quello che ci ispira durante la composizione, sempre tenendo come punto di riferimento la tematica e la storia che sta alla base del brano.

-“Fractals: A Shadow Out Of The Light” è un disco colmo di inesorabile bellezza; Come siete riusciti a realizzare un percorso tematico/sonoro così distinto e ottimamente strutturato?
Innanzitutto vorrei ringraziarti per i complimenti. Per noi è stato veramente fantastico sapere che hai apprezzato così tanto il nostro lavoro. Ho già dato precedentemente qualche indizio sul nostro attuale modo di comporre: prima di Prelude componevamo diversamente, per lo più “ad orecchio”… ora approfondisco un po’: le idee partono spesso dalle bozze di storia create da Luca; lui ci riferisce come potrebbe evolversi la saga e noi ci lasciamo ispirare. Spesso Tiziano (basso), che è il più produttivo tra noi in termini di idee musicali, tira fuori qualche bel giro, ed io (Simone – batteria), Mattia (chitarra) e Federico (chitarra) lo seguiamo a ruota, aggiungendo/togliendo idee, inserendo riff, soli, stacchi ecc… Alla fine il lavoro deve giungere ad una struttura grezza che convinca tutti. Solo a quel punto, Luca torna in scena per scrivere testo e linee vocali (che spesso vengono scritte in coordinamento con altri membri della band, con un appoggio armonico da parte dei chitarristi ed un supporto ritmico grazie alle conoscenze mie e di Tiziano). La storia viene a questo punto riavvicinata ancora una volta al risultato finale di quello che è il brano. Si va avanti con abbellimenti e perfezionamenti finchè il pezzo piace a tutti e 5. Il metodo è democratico e ci permette di creare maggiore eterogeneità tra i brani.

-Quanto tempo avete impiegato per la realizzazione del disco?
Circa 2 anni e mezzo, ma parte di questo periodo è stato speso per stilare le basi della saga e a “collaudare” questo nuovo metodo di lavoro.

-Cosa ne pensate del successo che sta riscuotendo la band e questo album d’esordio?
Siamo tutti e 5 molto contenti. Io personalmente non potevo chiedere di meglio. Chi ci segue è rimasto soddisfatto e le recensioni sono fino ad ora quasi tutte positive, alcune addirittura eccellenti. In questi anni abbiamo incontrato tantissime persone e musicisti che ci hanno aiutato a crescere, sia sotto il punto di vista artistico che umano. C’è ancora molta strada da fare per raggiungere i risultati che ci siamo prefissati, ma la passione non manca, questa è la cosa fondamentale.

-Avete già in mente un probabile successore di questo album?
Fractals: A Shadow out of Lights è la prima parte della saga, che si interrompe in un punto saliente della storia (da qua in avanti prenderà una piega nettamente diversa). Quindi la risposta è si, stiamo già pensando a come introdurre musicalmente il secondo album.

-Se in futuro vi fosse data l’opportunità di salire su un palco importante e suonare i vostri pezzi, quali band vi piacerebbe affiancare?
Hehe, bella domanda! Potrei citarti pilastri del Prog Metal mondiale (quali Dream Theater, TesseracT ecc…) ma direi che di strada da fare per aprire band di quella portata, ce n’è ancora parecchia. In ogni caso, ognuno di noi ti darebbe una risposta diversa hehe.

-Cosa ne pensate della scena Metal in Italia?
Questa è la domanda clou che ci terrorizza da sempre! A parte gli scherzi, l’Italia vanta un gran numero di band metal e nel nostro piccolo abbiamo suonato con diversi gruppi che spaccano veramente. La materia prima c’è, manca troppo spesso la voglia di scoprire nuove realtà e di supportarle. Dall’altra parte, vi è una grossa colpa delle band che, al posto di aiutarsi e di condividere una passione comune, sono sempre pronte a mettersi da soli i bastoni tra le ruote, manco fossimo in gara per firmare un contratto milionario con la Sony. Insomma, ci autodistruggiamo e diamo la colpa ai locali, alle case discografiche, alle scie chimiche… quando il cambiamento dovrebbe partire da noi, magari anche solo supportandoci un po’ di più vicendevolmente e cercando il più possibile di fare squadra.

-Se potreste dare un consiglio alle band emergenti, quale sarebbe?
Attualmente, anche noi ci consideriamo ancora una band emergente. Quello che mi sento di dire a una band che oggi decide di iniziare a produrre musica inedita è: fate musica per passione, cercando un percorso personale ed evitando di essere l’ennesima copia dei *Nome di qualsivoglia band ultra-famosa*. Imparate ad ascoltare chi vi vuole trasmettere delle critiche costruttive e non nascondetevi dietro alla scusa del “io faccio la musica che voglio, se non ti piace non ascoltarla”, perché altrimenti non si migliora. Ultima cosa: non fatevi ingannare da case discografiche, agenzie ecc… che vi promettono chissà quale risultato per la modica cifra di qualche migliaio di euro. Alcuni lavori potete imparare a farli da soli, ottenendo comunque ottimi risultati. In ogni caso, sempre meglio chiedere a band che hanno già lavorato con la tale agenzia, prima di buttarsi (di fregature noi ne abbiamo prese un po’, purtroppo l’abbiamo capito a nostre spese).

-Ragazzi, a voi l’ultima parola…
Che dire, grazie mille a Rock’s Temple! Siete stati gentilissimi, speriamo di potervi lasciare il prima possibile qualcosa in anteprima dalla seconda parte di saga! Continuate così!

Per saperne di più sui Frozen Sand:

Grazie Frozen Sand!

STAY ROCK! 😉

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