Gradisca (Nome Temporaneo), ovvero i blasfemodonti di Capistrello | (Review: Pier-X)

Gradisca (Nome Temporaneo) Blasfemodonti intervista

I GRADISCA (NOME TEMPORANEO) sono una band abruzzese originaria di Capistrello, in provincia dell’Aquila. E’ composta da Pierluigi Aleksandrovic (voce), Macchinistian Maya (Chitarra), Fano Bud (Chitarra), Cross Masticarocce (Basso), Djohn Djohn Stinhellis (Batteria). La loro musica è influenzata principalmente dal folk, No Braino e Capossela in primis. E’ con molta curiosità che mi accingo ad ascoltare “Blasfemodonti”, opera prima della banda che sta facendo molto parlare di sé per merito di esibizioni esplosive, irriverenti e decisamente divertenti.

Il disco, composto da 8 brani, viene aperto da COME IN AL CAPONE, noise folk dai ritmi serrati che descrive una città qualunque di un paese industriale qualsiasi che, come nelle città americane degli anni 30, tra prostitute, traffico infernale e miasmi venefici espulsi dalle industrie, celebra l’autodistruzione dell’uomo come conseguenza dell’industrializzazione e dello pseudo-progresso. Come and destroy me!

SIGNORINA MOGADISCIO, straripante folk dove tra alluvioni che hanno distrutto Saint Tropez ed anche il Bangladesh, con indiani che si fanno di curry e vanno a passeggio con gli occhiali da sole e con le meches, il visionario testo si snoda discretamente fino allo stacco finale. Qui il mio cuore ha un sussulto per poi quasi fermarsi: per qualche secondo infatti Aleksandrovic e compagni si autoproclamano novelli CCCP degli Abruzzi.

WENDY è una canzone dalla doppia anima, una propriamente folk all’italiana, l’altra, sorprendentemente, folk rock in Pixies style ( si, avete letto bene) che spesso fa capolino, non so se volutamente, consapevolmente o meno, tra le note di diverse composizioni musicali dei Gradisca.

LA PICCHIERO’, è un divertimento canoro dove l’istrionico frontman, tra le note rilassate di un’accattivante chitarrina, sciorina una storia di coppia con metrica e significati in pieno stile swingfolk. L’amore è una voliera che sa di libertà, ma è pur sempre una galera! Cit.

FUGONIRICA, ascoltata con sufficienza, finirebbe tra certo indiefolk di casa nostra. Ci può stare ma, prestando invece attenzione, possiamo dire che essa può facilmente collocarsi in un punto equidistante tra i No Braino ed il primo Ruggeri. Una sorta di italian 80’s new wave in chiave folk. Prepotente!

SIGNORA LUNA è cover e tributo a Vinicio Capossela. L’arrangiamento più rock conferisce un nuovo volto alla poesia del cantore del Ballo di San Vito. Fresca ed avvolgente, questa versione si discosta dalle sonorità post-rock dell’originale fino quasi a stravolgerla. Senza però mai offenderla. Bravi!

QUATTRO ACCORDI è stata per me la canzone più complicata da definire e recensire di questo album. Un’accozzaglia mai vista, davvero. Pop, folk, noise, garage con approccio punk. Ed un Vasco citato fortemente in quell’ “E’ splendido cosiiii”! Eppure funziona! Gradevolissima, rinfrescante e frizzante.

VALENTINA chiude egregiamente l’opera prima dei Gradisca, con le sue note sbarazzine che trasformano il mare Abruzzese nell’esotico mare Hawaiano.

Il combo di Capistrello ha dichiarato di aver iniziato a far musica per evadere dalla noia del paesino e per conquistare più ragazze. Un modo per divertirsi, insomma. Sono andati ben oltre però perché, al di là di evidenti immaturità nell’esecuzione, come ad esempio il troppo “calare” nel cantato acerbo di Aleksandrovic (peraltro messo in secondo piano dalla superba capacità di quest’ultimo di calcare il palco), scrivono testi sia divertenti, sia ironici, sia profondi. Mai banali. Musicalmente danno l’impressione di essere sulla strada giusta per trovare una loro dimensione. Personalmente trovo più senso di compiutezza quando calpestano sentieri che partono dagli Appennini per inoltrarsi nel garage folk noise di Frank Black, più che nel folkrock italiano. Mi paiono più a loro agio nel rumore del rock che non nella tranquillità del folk. L’eco delle loro imprese live ormai precede i nostri, raccontandoci di spettacoli dissacranti, con forti teatralità. Imperdibili. Andate a vederli dal vivo, non ve ne pentirete.

Powertracks: Come in Al Capone, Fugonirica, Quattro Accordi.
Symboltracks: Signorina Mogadiscio,Wendy, Fugonirica.
BLASFEMODONTI” in few words: (Good) work in progress!

Review by PIER-X
6,5/10

Qui potete trovare l’intervista alla band!

STAY ROCK! 😉

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