Keres: il debutto death/black metal di “Heresy”! | (review: Marco Durst)

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Lo sentite questo terremoto? Sentite queste vibrazioni death metal, incrementate dal profondo black che scorrono sul suolo italiano? No?! Beh, le sentirete non appena ascolterete il nuovo EP dei Keres! Come una fenice, i Keres nascono dalle ceneri dei The Crying Of Angels, sciolti dopo circa 11 anni di attività; La nuova death band, formata da Ares (vocal), Astahrot (guitar), Notrhakr (vocal, guitar-backing) e Hrymr (bass) decide così di proseguire a testa alta nel panorama italiano, dando alla luce “Heresy” nel Maggio 2016: un EP formato da sei indiscutibili pezzi, ben legati tra d’essi, i quali danno alla luce un percorso sonoro privo di eguali nella mente dei Keres.

La pittoresca “Aibohphobia” apre con i suoi leggiadri arpeggi, le cui note creano il portale per il mondo dei Keres; un introduzione esaustiva di 1:43 minuti, il tempo perfetto per ambientarsi in Heresy.

Ci si imbatte immediatamente in “The Unworthy Ones”, che con i suoi prorompenti riff e gli adrenalinici blast beat illuminano un corridoio sonoro che conduce al death più elettrizzante, dove gli scream di Ares la fanno da padrone, mostrando la propria imponenza.

Percorrendo questra rovente via, si rimane ammaliati dinnanzi alla maestosità di “Strings Of Fate”: l’unione perfetta di ‘death & black’, che se la battono in uno scontro di 4:25 minuti mostrando la propria dominanza, dando vita a colpi di scena surreali, colmi di prestanza metallica.

C’è chi comanda in questo inferno sonoro, chi fa da padrone e rende onore all’intero disco: il suo nome è proprio “Heresy”! Un pezzo eterno e di un eleganza suprema, con una struttura ben salda come poche e una scenografia prorompente; cominciate ad allenare il collo, perché l’headbang qui comanda!

Torna il classico black blast beat con “Phosphorus”, che come una bomba sonora, esplode nell’udito e nella mente dell’ascoltatore, le cui interiora vengono smosse da tale impatto sonoro; alternanza idilliaca tra break e blast beat priva di eguali! Una track scenografica che farà sognare gli amanti del genere.

Si presenta quasi come un infernale stoner la mordente “Dawn Of The Titans”, prima che mostri la sua vera identità incrementando la dose metallica e dando vita a corposi break, straripanti del death metal più trasparente, riducendo la velocità ritmica ma incrementando alla grande la possenza sonora. Una conclusione esemplare!

Con i Keres, il death metal ha un nuovo volto, variegato e allo stesso tempo ben delineato da un successo come “Heresy”! Sei pezzi mordenti, con un irrefrenabile voglia di essere ascoltati e compresi; Non è da tutti sfornare un album con tale impatto sonoro, capace di colpire immediatamente un pubblico in attesa di nuove emozioni: i Keres, con “Heresy”, quel pubblico l’hanno rapito!

 

MARCO DURST

8/10

 

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