Mass Murder – L’intervista ad una band emergente di Foggia

Mass Murder

Mass Murder, band Brutal Death Metal fondata nell’agosto 2013. E’ composta da Francesco Corcio (ex chitarrista della band Necrotorture – “Gore Solution”), Viviana Lalli (ex Burst Bowel – “Repelled Gift”), Gianni Tozzi (ex Cryptic Theory) e Kekko (ex Engorgement In Veins). Scopri qualcosa in più su di loro con quest’intervista!

-Com’è nata l’idea di formare questa band? E la scelta del genere?
Salve a tutti, per prima cosa vorrei ringraziare lo staff di Rock’s Temple per avermi permesso di farmi conoscere più a fondo, cosa che non accade troppo spesso. L’idea del progetto Mass Murder nasce per mia volontà dovuta ad una mia necessità di esprimermi musicalmente dopo un periodo di stasi dovuto alla poca attitudine legata ad altri progetti. Oltre a questo sentivo l’esigenza di farlo in modo originale, ovvero cercare di esprimermi senza toccare i soliti argomenti troppo utilizzati nel panorama Brutal Death Metal ormai saturo, quindi partendo con l’idea di sfidare me stesso e realizzare tutto con le mie sole forze.

-Le tematiche di cui parlate quali sono?
Come precedentemente accennato, le tematiche sono state pensate in modo tale da rendere interessante anche il contenuto oltre che la composizione musicale. “Aracnofrenik” in sintesi, racconta un esperienza di fobia umana, in particolar modo quella verso gli insetti, con un velato modo di descrivere l’uomo come un essere di cui il valore si misura in un ego creatosi con l’intento di sembrare migliore di qualsiasi altro simile o specie, ma che d’innanzi ad un piccolo insetto va a struggersi fino ad accettare la propria inutilità. Tutto ciò raccontato in prima persona dall’insetto stesso, con una percezione e visione alterata del comportamento che l’uomo assume durante questo processo di trauma psicologico.

-Quali sono gli effetti che di solito utilizzate?
Personalmente tendo ad essere un purista dei suoni, nell’album si può notare infatti la chiarezza dei suoni scelti accuratamente, anche andando un po’ contro le classiche sonorità del genere. Per quanto riguarda gli effetti, oltre allo stretto necessario come distorsore e compressore non vi sono presenti altri.

-Da quando siete nati ad oggi, siete cresciuti a livello d’esperienza. Volete parlarci di qualcuna di quest’ultime?
Sicuramente le esperienze passate legate a quelle attuali hanno contribuito ad una crescita, anche se per svariati motivi non è stato possibile fare quanto avrei voluto, e in questo mi ritengo poco soddisfatto, mi aspettavo ben altro da tutto ciò su cui ho puntato e da ciò che gira intorno. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, ciò ha suscitato un nuovo modo di vedere le cose, che considero migliore rispetto al precedente, anzi mi ha spinto ancora di più ad andare avanti continuando ad esprimermi come meglio so fare.

-Cosa ne pensate della scena Underground Italiana? Quali sono secondo voi le band emergenti che sanno muoversi bene in quest’ambiente?
Che dire, secondo me la scena underground italiana non ha nulla da invidiare a quella di altri Paesi, non manca la qualità. Oggi credo che ”qualsiasi” band possa muoversi bene ed emergere con il giusto “sistema”, che può essere l’utilizzo di social, canali web, agenzie e booking o come i buoni vecchi tempi il passa parola ed il supporto. Questo significa che quasi tutti possono usufruire della possibilità di andare avanti, anche (in alcuni casi) con pochi sforzi, ormai le strade per la vetta sono davvero tante, meritata o meno basta solo scegliere quale strada intraprendere.

-Siamo tutti consapevoli che, oramai, in Italia per emergere bisogna affidarsi al “Pay to play”. Cosa ne pensate di quest’ultimo ? E’ sopratutto giusto secondo voi?
Perfetto, questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore, credo che il Pay to Play sia sicuramente un sistema di lancio che riesce a dare una possibilità ad una band che vale di scalare la vetta, o semplicemente potrebbe regalare un sogno ad una band come quello di condividere palchi accanto ai propri idoli, ma è anche vero che questa cosa ha già da tempo purtroppo iniziato a prendere una cattiva strada che io credo sia dovuta al mix tra troppa foga del successo tra le band, e la scarsità di luoghi e spazi troppo inferiore rispetto alla quantità di band emergenti presenti. Ciò ha comportato il fenomeno di cui tutti parlano: “Non ci sono più le band di una volta”. Non è cosi le band ci sono eccome ! Il problema di fondo è dove sono queste band ? Perché non le vediamo sui grandi palchi, o addirittura in semplici locali ? Le risposte potrebbero essere diverse; non c’è più l’entusiasmo di una volta, non ho abbastanza da investire per andare avanti, o semplicemente non mi va giù di supportare un sistema che è ormai degenerato, trasformando l’underground in un business al pari come un qualsiasi altro genere mainstream come il pop, che per chi ama la musica davvero è un po’ come pagare per andare a letto con la donna che si ama.

Qualche news futura di cui volete parlarci?
Attualmente il progetto è in fase di ultimazione del nuovo album, e allo stesso tempo si valutano nuove situazioni, magari con qualche cambiamento qua e là. Purtroppo non posso ancora parlare di tempistiche, ma sicuramente presto arriverà qualche news.

-Per i nostri lettori, L’ultima parola a voi…
Ci terrei molto a ringraziare tutti i supporter del progetto Mass Murder e tutta la gente che ha sempre creduto in me. Non mollate mai, specialmente se avete un progetto o un sogno, contate solo sulle vostre forze, e sul vostro team, siate di voi stessi la vostra unica motivazione, perché è così che si ottengono le soddisfazioni vere.
Grazie ancora Rock’s Temple, un abbraccio di metallo a tutti !!!

Per saperne di più sui Mass Murder ecco i contatti principali:

Grazie anche a voi Mass Murder!

STAY ROCK! 😉

Related posts