#NoFilterTour I Rolling Stones a Lucca: il concerto dell’anno in Italia. Ma che lacune nell’organizzazione!

No Filter Tour I Rolling Stones a Lucca

L’evento più atteso; forse il concerto dell’anno in Italia. A Lucca il 23/9 i Rolling Stones hanno dato spettacolo mettendo a tacere chi oggi li schernisce definendoli “solo degli anziani che non vogliono ritirarsi dal mondo del rock” -prova che se il rock ce l’hai dentro non è l’età a fermarti-.

I Rolling Stones hanno trasformato Lucca nella città del rock, portando persone da tutta Italia e da tutta Europa nella piccola città toscana. Un concerto eccezionale che ha saputo regalare emozioni dalle ventiquattro ore precedenti fino all’ultimo pezzo suonato sul palco da Mick Jagger e co.

A Lucca, quel 23/9, si respirava un clima speciale. Superata la salita delle Mura che divide la stazione dal centro storico, questo era il quadro: gente che ballava sui pezzi dei loro idoli trasmessi dai bar del centro; una città addobbata a festa; folle per strada; generazioni differenti unite da un’unica passione. Ovunque ci si girasse, era impossibile non imbattersi nel logo della band britannica: la lingua più famosa della storia del rock.

Il pomeriggio sembra passare lento, ma verso le 18 una marea di persone si muove verso le Mura: il concerto sarebbe iniziato tra un’ora. Dopo un buon quarto d’ora nella folla, passati i controlli, si riesce ad accedere finalmente all’area concerto. Le persone cercano un posto strategico per riuscire a vedere i Rolling Stones sia sui megaschermi –che nel frattempo proiettano la copertina dell’ultimo album Blue and Lonesome– sia sul palco. Qualcuno si arrampica sulle torrette disposte vicino agli alberi, qualcuno proprio sugli alberi; altri intrepidi fan invece salgono sul tetto di un palazzo.

Verso le 19:30 tocca ai The Struts, band gallese glam rock, aprire il concerto e intrattenere il pubblico che per la maggior parte gradisce i ritmi rock anni ottanta e si diverte nell’attesa dei “protagonisti della serata”.

Quando i The Struts terminano, i megaschermi si dipingono di giallo e il logo dei Rolling Stones appare nel mezzo. Passa un’altra mezz’ora e si cominciano a sentire i ritmi di Sympathy For The Devil, accompagnati dagli “uh-uh” del pubblico che va in visibilio quando sul palco compare il cantante Mick Jagger. Segue poi l’entrata di Keith Richards e, infine, l’attenzione delle telecamere si sposta su Charlie Watts e Ronnie Wood. Parte un grandissimo applauso per la band britannica; il cantante saluta in un italiano maccheronico il suo pubblico e lo spettacolo riprende.

Stavolta tocca a questi pezzi: It’s Only Rock ‘n Roll (But I Like It), Tumbling Dice, Just Your Fool, Ride ‘Em On Down cantata in italiano da Mick Jagger -Con le mie lacrime- , Let’s Spend The Night Together, You Can’t Always Get What You Want.
Ma è soprattutto il finale a regalare grandissime emozioni poiché vengono proposti i pezzi più famosi della rock band: Paint It Black, Brown Sugar, Gimme Shelter -con una validissima vocalist- Start Me Up e (I Can’t Get No) Satisfaction che chiude il live con tanto di fuochi d’artificio.

La vita notturna continua nella città di Lucca, nei vari ristoranti e bar che ospitano dei fan felici per aver partecipato ad un concerto che entrerà nella storia e che si spera si ripeterà il prossimo anno. Gli irriducibili Rolling Stones, infatti, hanno annunciato un nuovo album che uscirà verso la fine del 2017 e l’inizio del 2018, visto l’entusiasmo per il back to blues presente in Blue and Lonesome -album per l’appunto da ascoltare se si ama il genere-.

Fin qui sembra che il concerto sia stato qualcosa di insuperabile, ma non tutto è perfetto. A rovinare un concerto stupendo ci ha pensato, infatti, la precaria organizzazione del festival.

L’assenza di bagni chimici sufficienti è il primo punto a sfavore dell’organizzazione: molti fan si sono dovuti ritrovare a fare file lunghissime per poter usare i pochi bagni disposti nell’area concerto.
Veniamo poi ai problemi di visibilità: gran parte del pubblico aveva comprato i biglietti per il Prato B dal quale è stato possibile vedere poco e niente.

Ma il peggio deve ancora arrivare!

Quando il pubblico è defluito dall’area concerto, non è stata disposta alcuna misura di sicurezza e alcune di queste persone una volta arrivate all’ingresso, dove avevano lasciato le borse con effetti personali, hanno ritrovato le proprie borse buttate a terra per via dello spostamento di alcune transenne. Alcune di queste sono state spostate in un distributore “Esso” e lasciate ammucchiate sull’asfalto esposte alle intemperie e ai possibili furti -che si sono verificati!-. Per immaginare il trattamento riservato alle borse dei partecipanti basti pensare che alcune di queste perdevano liquidi o erano state aperte, lasciando a terra il contenuto. Altre sono state lasciate sul bordo della strada e in determinati casi calpestate senza alcun riguardo.
Sebbene fosse vietato portare le borse all’interno dell’area concerto, fa abbastanza strano pensare che ad un evento del genere non fossero stati disposti gabbiotti per tenere al sicuro gli effetti personali di chi era presente -e aveva pagato caro il biglietto!-: una disattenzione gravissima vista la portata dell’evento.

Passati pochi giorni dal concerto di Lucca ci si accorge che questa non è la prima volta che al Lucca Summer Festival si verificano casi simili: qualcuno si lamenta di una cattiva gestione degli spazi al concerto dei Green Day di questa estate. Le lamentele e le denunce da parte dei presenti nei confronti della cattiva organizzazione non si sono fatte attendere.
Resta quindi da porsi la domanda: ma Lucca può oggettivamente ospitare dei grandi concerti?

A voi la risposta nei commenti!

Francesco952

La locandina del No Filter Tour:

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