Sakem: L’intervista ad una band emergente di Milano

Sakem Intervista Milano

I Sakem sono una rock band italiana, che viene da Milano, formatasi nel 2014. La line-up della band include il fondatore Lexx Kriminalstar (lead vocals), insieme a Gio Ciocca (bass), Wolf (guitar), Riga (guitar) e Bad Meloni (drums). Scopri qualcosa in più sui Sakem leggendo quest’intervista!

-Raccontateci un po’ la vostra storia e com’è nato il progetto della band.
Ciao a tutti e grazie dello spazio che ci state dedicando.
A conclusione del capitolo Kenos, durato ben 12 anni di musica, tour, dischi e tutto il resto mi sono sentito svuotato.
L’unica cosa che avevo di sicuro nella testa era che non avevo intenzione di smettere di suonare, anche se allo stesso tempo, non avevo nessuno stimolo ne’ spunto che mi inducessero a scrivere nuovi brani o a mettere insieme una nuova formazione con un nuovo progetto artistico, nuovi elementi…soprattutto quali elementi…
Così andò a finire che per più di due anni continuai a cantare/suonare come sessionist insieme a diverse band italiane finché di colpo, da un giorno all’altro nel vero senso della parola, la voglia e la necessità di produrre nuova musica, tornarono a farsi vive insieme al “qualcosa da dire” che prima era venuto a mancare.
Forse due anni passati a cimentarmi sulla musica di altri hanno colmato quel buco che sentivo, la collaborazione con tanti diversi e valevoli musicisti ha sicuramente accresciuto la mia esperienza, ho imparato molto da loro e tutto questo ha messo chiarezza in me su quello che ritenevo e tutt’ora ritengo essere il progetto musicale che maggiormente rispecchia me e gli altri elementi della band.
In breve tempo ho cominciato a produrre un sacco di riffs rimaneggiandone altri che avevo da parte e che non avevo mai utilizzato. Roba nuovissima appena composta mista ad altra risalente a tempi lontani di almeno 10 anni.
Insomma per tagliare corto, una volta che hai in mano qualcosa in cui credi musicalmente, trovare gli elementi per mettere in scena lo spettacolo è una cosa che viene quasi automatica.
Qualcuno a cui pensi c’è sempre e Wolf (Alberto Presotto – guitar) è stato uno dei miei primi pensieri.
Un amico da sempre, un artista estremamente valido con cui avevo sempre voluto suonare.
Il momento era arrivato e con lui arrivarono anche gli altri elementi uno dietro l’altro come quando fai filotto a biliardo.
Da lì a poco tutto iniziò a girare veramente bene, i pezzi presero forma in un lampo e dopo nemmeno sei mesi dalla formazione eravamo già in tour italiano come testimonial dell’evento Rock against SIAE.
Da quel momento in poi la storia la conoscete anche voi.

-Com’è nato il nome “Sakem”? Ha un significato particolare?
Il nome nasce dalla cultura nativa americana e corrisponde ad una figura incarnante sia il guerriero che la guida spirituale.
Un capo a cavallo tra i due aspetti dell’uomo in equilibrio con la ruota di medicina.
Incarna ciò che noi riteniamo debba essere l’uomo a dispetto di quanto invece viene imposto dalla cultura sociale.
Una cultura antica e sepolta dalla falsità che torna dal sotto al sopra e parlando con la voce del tutto che da tutto è udita, risveglia l’umanità dal torpore e dalla schiavitù.
Questo risveglio deve avvenire in ogni uomo singolarmente.
Ogni uomo deve risvegliare il sakem che alberga dentro di lui, attraverso la volontà essere artefice del proprio destino.
La musica come l’arte in genere ha il potere di raggiungere corde che vibrano nel profondo di noi stessi.
La musica dei Sakem parla al sakem sopito dentro ognuno di voi, se la ascolterete con la vera intenzione di risvegliarlo ne avrete prova.

-Quali sono le principali tematiche di cui trattate?
Tutto il disco si incentra sullo scopo di raggiungere l’ascoltatore oltre la barriera impostagli dalla cultura sociale, dal pregiudizio, dalle proprie tendenze autolimitanti e da tutta quella lunga serie di filtri che nel tempo hanno deteriorato l’interesse e l’attenzione verso il fenomeno artistico e musicale, rendendo l’audience sempre più sterile e sempre meno critico in senso costruttivo sino a renderlo passivamente reattivo a ciò che gli viene imposto.
Le tematiche sono tutte rivolte all’autoesplorazione attraverso l’esperienza comune di stati emotivi ed interiori che hanno condizionato e condizionano la nostra vita e le nostre scelte rendendoci autori della condizione stessa che ci opprime, rimanendo incapaci di reagire ad essa e perseverando nell’alimentarla in modo autodistruttivo.
Conoscere questi stati emotivi ed interiori, partecipa al risveglio del sakem, della volontà consapevole e svela la realtà nascosta da quella che ci vede passivi e inermi e allo stesso tempo ci condiziona e ci pilota nelle scelte di cui siamo il mezzo e non gli artefici.
Leggendo i testi e osservandoli nell’insieme del libretto e delle immagini contenute nel disco, insieme all’ascolto della musica che per concezione e sonorità garantisce lo scapocciamento selvaggio, si raggiunge uno stato di trance a cui è legata una visione che cambierà la vita di tutti coloro che riusciranno a raggiungerla.

-E’ uscito da poco il vostro primo studio album “New War Disorder”. Se doveste descriverlo con una parola, quale sarebbe? E perché?
La parola giusta è proprio NEWARDISORDER
New perché è nuovo.
War perché è cazzuto e suona come una bomba
Disorder perché per intenzione il disco nel suo intero sia come rapporto tra i brani stessi, è quella di evadere l’ordine prestabilito e recare disturbo (dall’inglese disorder) alla omologazione delle masse attraverso il semplice e diretto approccio musicale.

-Quali sono i primi passi, secondo voi, che una band emergente dovrebbe fare per farsi conoscere?
Continuare a suonare con il solo scopo di dare alla propria musica un contesto sempre migliore per essere apprezzata, il che prevede il fatto di dover continuare a comporre musica tale da poter essere apprezzata, continuare a suonarla sia live che in studio ad un livello sempre migliore e circondandola sempre di realtà, collaborazioni e contesti in generale, in grado di accrescerne il valore artistico.
Ciò comporta una sola semplicissima ma indispensabile premessa: amare la musica e trarre beneficio dal suonarla e dal comporla come unica priorità.
Il resto viene col tempo e il tempo passa in un battito di ciglia quando è impegnato nel fare ciò che ci piace.
Diventare famosi è in sé indifferente perché una volta ottenuto quanto sopra la fama non rientra più nelle priorità dell’artista e della sua opera.

-Cosa ne pensate del panorama musicale italiano?
Che rispecchia perfettamente sia l’Italia che gli italiani di oggi.

-Qualche novità in vista che magari vorreste condividere in anteprima con noi?
Stiamo preparando il video per il prossimo singolo che pubblicheremo dal titolo”subliminal Wattage” e l’intento sarà sempre quello di lanciare un messaggio attraverso la musica adeguando le immagini alla musicalità del pezzo la quale differisce completamente dal primo singolo pubblicato “Hangman”.
Sarà un video molto diverso dal precedente e con un impatto visivo totalmente differente che stravolgerà nuovamente le cose…non aggiungo altro altrimenti vi rovino la sorpresa.
Siamo ancora in fase di preproduzione quindi l’uscita ufficiale non ha ancora una data stabilita ma sicuramente si parlerà della prossima stagione.
Per quanto riguarda i live, sulla base degli scaricamenti dalle piattaforme su cui il disco è disponibile in formato digitale, abbiamo stiamo chiudendo gli accordi per un imminente tour che interesserà i paesi baltici e forse anche Ukraina e Russia mentre siamo ancora in fase di trattativa per l’area dell’Asia (Cina/Giappone/Taiwan/Malesia).
Questo è tutto credo…ma per sicurezza tenete sempre d’occhio i nostri canali ufficiali e non rischiate di perdervi nulla, il nostro ufficio stampa E-grapes è sempre molto tempestivo nel rendere nota ogni novità e ad Erika va il nostro più sincero ringraziamento per la stupenda collaborazione.

-Vi lasciamo l’ultima parola…
Grazie mille a tutti voi per la bella chiacchierata e a tutti quelli che si leggeranno questa intervista fino in fondo.

Un appello:

Non venite ai nostri concerti per supportare la scena.
non comprate i nostri dischi perché è giusto contribuire.
non metteteci i like sulla pagina perché ve li chiediamo.
Noi suoniamo per divertirci e perché ci piace.
Fate tutte le cose sopra solo ed esclusivamente per lo stesso motivo.

long live Rock n Roll mm/

Per saperne di più sui Sakem:

Grazie a voi ragazzi!

STAY ROCK! 😉

Related posts