Statale107Bis: scopriamo la band in questa esclusiva intervista!

Abbiamo avuto il piacere di intervistare la band Statale107Bis.
Nati intorno al 2005, la band ha già una lunga carriera live: tra le varie partecipazioni a festival e contest, sono stati tra le band finaliste regionali dell’Italia Wave e nello stesso anno vincitori del premio miglior testo con il brano inedito “Pena d’Amor” al LennonFestival di Belpasso (CT).

Nell’ultimo anno hanno segnato una importante tappa come finalisti del festival “Voci per la Libertà” di Amnesty International, dove oltre al caloroso riscontro del pubblico, la band ha anche vinto il premio Unicusano, riconoscimento consegnato in quella occasione dall’Università Niccolò Cusano di Roma.

Scopriamo adesso l’intervista che abbiamo avuto il piacere di fare alla band…

 

1) Diamo un caloroso benvenuto alla band calabrese dal nome “Statale107Bis” .
Ciao ragazzi, raccontateci un po’ di voi…

“Grazie del calore, ricambiamo con intensità calabra.
Nasciamo come lo spin off di una banda di paese nel 2005, fino ad oggi abbiamo navigato nel mondo della produzione musicale, ora cominciamo a chiederci il perchè.”

 

2) Perché avete scelto proprio questo nome?

“La Statale 107 bis è la vecchia silana crotonese, interna e piccola. La competenza di questa strada è passata negli anni di mano in mano ed oggi è praticamente abbandonata a se stessa, ciononostante resta ancora l’unico collegamento per molti dei nostri paesini arroccati dell’entroterra. Mentre il gruppo era ancora un embrione ci trovavamo spesso a percorrerla ed ancora oggi, ogni viaggio per noi comincia da questa piccola via e con questa piccola via termina.

Se vogliamo è diventata per noi il simbolo delle piccole cose importanti su cui poggiano tutte le grandi imprese.
Inoltre, con lo smantellamento sistematico dell’apparato pubblico degli ultimi anni a favore dei grandi interessi, si sta seriamente concretizzando la possibilità di restare l’unica cosa statale in Italia.”

 

3) Il vostro particolare sound ha colpito tutta la nostra redazione. Ma chi cura i testi e gli arrangiamenti dei vostri pezzi?

“Cerchiamo di essere collettivi nella produzione, nella convinzione che utilizzare i cuori e le teste di tutti, con le loro differenti sensibilità sia il modo migliore per produrre ed affinare idee. All’inizio questo esercizio non ci riusciva benissimo, occupava molto tempo e le idee restavano materia dei “più creativi” ma lentamente stiamo imparando e in alcuni degli ultimi brani (come La Scimmia, sesta traccia del disco) la sintesi è stata praticamente totale. Di base, tutti potrebbero fare tutto, ma col tempo si sta naturalmente delineando una naturale divisione dei compiti determinata dalle inclinazioni naturali di ognuno.

Per rispondere meno vagamente alla domanda:

  • Gus, SaxBass, Nello e Marco Foscolo → Parte letteraria
  • MaestrAle, Gus e MaštruTav → Arrangiamenti dei fiati
  • MaestrAle, Romanovskij, SaxBass, Marco Foscolo → Armonie
  • Raùl, Nello, SaxBass → Ritmi

Questo esercizio di comprensione e avvicinamento reciproco dovrebbe essere alla base della nostra vita quotidiana prima che del mondo della musica, ma in verità accade il contrario: la regola del mondo “vero” è imporsi e sovrastare. Così succede che la Statale oltre che il nostro gruppo musicale è anche per noi la palestra in cui affiniamo queste caratteristiche.”

 

4) Parliamo adesso di “Muri Muti” il vostro nuovo album con cui rilanciate l’amore per la diversità e la mescolanza dei generi.
Quanto tempo avete impiegato per la sua realizzazione? Siete soddisfatti del vostro lavoro? Diteci qualcosa in più…

Statale107Bis

“Il disco è il risultato di una selezione fatta in tutta la nostra produzione, dal 2009 ad oggi.
In qualche modo è un riassunto di quello che di meglio abbiamo fatto in questo periodo. Prima di prendere la giusta via dell’autoproduzione abbiamo accumulato parecchia musica che doveva essere fissata ad imperitura memoria. Questa procedura ha restituito una chiara fotografia di quello che siamo. Amanti della diversità, contro le barriere. Per il primo disco in studio è quello che ci siamo sentiti di fare: in primis le presentazioni. Adesso che ci siamo conosciuti, nel prossimo lavoro vorremmo costruire una atmosfera, pregna di un altro messaggio di fondo che stiamo cercando proprio in questo periodo, ma non è facile.
Un disco intero per quelli che sono i nostri livelli tecnici e di organizzazione comporta un anno giusto di lavorazione, quella di Muri Muti è iniziata a marzo 2016 e finita nel febbraio dell’anno successivo. Non è un caso che il lancio di brani singoli la faccia da padrona tra gli emergenti.”

 

5) Vorremmo sapere qualcosa in più in merito a “Muri Muti”, uno dei brani che più ci ha colpiti del vostro omonimo album.

“Muri Muti, con l’omonimo cortometraggio del regista ed amico Aldo Ricioppo, è stato pure il primo singolo di lancio del disco. In verità non eravamo convinti che fosse adatto, un testo ostico e la fusione di almeno tre generi completamente differenti (manouche, rock e dubstep) non sono il massimo della fruibilità, ma all’epoca collaboravamo col MEI e Sangiorgi ci consigliò questa strada. Non ci siamo pentiti di aver seguito il suo consiglio, la tematica del brano è tra le più significative di questo tempo e la tensione generata dalle caratteristiche sopra descritte somiglia molto a quella che si prova davanti al telegiornale.
Un brano che come un forestiero ha bisogno di curiosità ed attenzione per essere capito fino in fondo.”

 

6) Quale emozione/sensazione volete trasmettere al pubblico con la vostra musica?

“Come abbiamo detto, per adesso ci siamo presentati. Rispondere a questa domanda in maniera chiara e collettiva, come gruppo, oggi è tra le nostre priorità. Per adesso di una cosa siamo certi: ci piacerebbe che il nostro pubblico, una volta che abbiamo finito di suonare, si sentisse di aver toccato con mano il fatto che il diverso non solo è possibile, ma può essere anche piacevole e illuminante.
Troppo spesso radiamo al suolo a priori il diverso con ogni mezzo, senza nemmeno volerlo conoscere, solamente per la minima, remota possibilità che le nozioni e le esperienze di cui esso è portatore possano comportare un danno per il sistema a noi conosciuto ed in cui abbiamo un briciolo di posizione.
Detta in soldoni crediamo che questa sia la definizione ultima di conservazione.
Lucio Dalla è stato forse il più grande combattente della battaglia contro la conservazione, in quel campo la Statale 107 bis sta umilmente scavando anche la sua trincea (ascolto consigliato: Corso Buenos Aires – L. Dalla 1977).”

 

7) Data la vostra continua “sperimentazione” di generi, avete intenzione di ampliare ancora di più il vostro mix?

“Fateci pensare…Elettronica, Bossa, Samba e Walzer. Secondo voi è troppo azzardato?”

 

8) Il ricordo più bello e quello più brutto legato alla vostra carriera musicale…

“Tra i più belli, il viaggio verso il Veneto per la finale del premio “Voci per la libertà” di Amnesty International, in una nottata di alluvioni per tutta la penisola. La scena indelebile di Romanovskij (il nostro chitarrista) che insegue il benzinaio dell’autogrill tentando di comprargli la miracolosa chiave a stella da 10 che ci aveva prestato per riparare il carrello del portellone del nostro furgone al grido: “La cooomprooo!!!”.
Di brutti ce ne sono pochi, ci viene in mente l’atteggiamento sufficiente di un noto personaggio del panorama musicale italiano che dopo settimane di entusiasmanti trattative virtuali, all’incontro che facemmo di persona a Roma, dimostrò di non aver mai ascoltato i nostri pezzi e di non conoscere neppure quanto c’era scritto sul contratto da lui stesso inviatoci.”

 

9) Progetti per il futuro?

“Nell’immediato inverno abbiamo intenzione di chiuderci in studio per risolvere la questione di cui al punto 6. Più in là ci aspettano u po’ di giri per lo stivale, vediamo che si dice “al nord”.”

 

10) Un ultimo saluto…

“Buona musica.
weird pride! – orgoglio strano

Statale107bis // LINE UP ATTIVA // Nello: batteria e drumpad; Gus: voce e T-sax; MaestrAle: voce ed ottoni; MaštruTAV: S&A-sax; SaxBass: voce e basso; Romanovskij: chitarre; Raùl: percussioni; Marco (Ugo) Foscolo: tastiere.”

 

Line-up

  • Alessandro Facente (tromba e voce)
  • Gustavo Tigano (sax tenore e voce)
  • Salvatore Locanto (basso e voce)
  • Giuseppe Tavernese (sax contralto e soprano)
  • Giuseppe Aiello (chitarra)
  • Rosario Bonofiglio (percussioni)
  • Nello Chinnì (batteria)

MURI MUTI: Dettagli

Genere: rock/folk/hard-swing/ska

Label: Autoproduzione

Distribuzione: La Cupula

 

Tracklist:

  1. Randagio (bis)
  2. Lui Lei e Saturno
  3. Bar Betta
  4. Muri Muti
  5. Fumo
  6. La Scimmia
  7. Pena d’amor (bis)
  8. Sinfonia per cicale
  9. Flashback
  10. Questo Deserto feat. Bader Dridi
  11. Morra
  12. Ratto Recidivo
  13. Il Tubo rivelatore

 

 

CONTATTI STATALE107BIS

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Concludiamo questa intervista dedicata ai Statale107Bis con il loro pezzo LA SCIMMIA.
BUON ASCOLTO

#StayRock

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