Stolen Apple – L’intervista ad una band emergente della Toscana

Intervista Stolen Apple band emergente Firenze

Stolen Apple, una band Alternative/Indie Rock di Firenze, che non ha bisogno di presentazioni vista la sua esperienza passata sul palcoscenico. Uniti dalla passione della musica ci raccontano un pezzo della loro storia.

-Raccontateci un po’ la vostra storia e com’è nato il progetto della band.
LA STORIA UFFICIALE, CHE RACCONTIAMO OGNI VOLTA, PARTIREBBE DAL 2008 CON LO SCIOGLIMENTO DEI “NEST”, DEI QUALI FACEVANO GIA’ PARTE RICCARDO DUGINI E LUCA PETRARCHI ALLE VOCI E CHITARRE, DOPO DUE ALBUM PUBBLICATI RISPETTIVAMENTE PER LA URTOVOX (“DRIFTING” – 2005) E PER LA ZAHR RECORDS (“ISN’T IT?” – 2007). L’IMPULSO PER LA RIPARTENZA E’ STATO QUELLO DI VARIARE DIREZIONE E NOME CON QUALCHE INNESTO, ED HA PORTATO ALLA COMPOSIZIONE DI NUOVI BRANI CHE AVREBBERO DOVUTO CONFLUIRE, NEL 2011, IN UN VINILE INTITOLATO “WHEN WE RISE”, MAI REALIZZATO PER VARIE PROBLEMATICHE E ATTUALMENTE ASCOLTABILI SU SOUNDCLOUD E BANDCAMP. IL RITORNO ALLA BATTERIA DI ALESSANDRO PAGANI, GIA’ MEMBRO DI DIVERSE IMPORTANTI FORMAZIONI FIORENTINE COME VALVOLA E SUBTERRANEANS, HANNO PORTATO ALL’ATTUALE LINE UP E AD UN SUONO ANCOR PIU’ RUVIDO E MUSCOLARE, FORMA IN CUI SI POSSONO ASCOLTARE I NUOVI BRANI CHE COMPONGONO “TRENCHES”. IN REALTA’, NON CI SEMBREREBBE DI RACCONTARE IN MODO COMPIUTO SENZA PARLARE DELLO SPAZIO CONDIVISO DOVE PROVIAMO, ANCHE PERCHE’ NESSUN GRUPPO ESISTEREBBE SENZA UN LUOGO DOVE RINCHIUDERSI E CREARE, E NON SE NE PARLA MAI ABBASTANZA. LA NOSTRA FORTUNA E’ CHE RICCARDO, UNO DEI FONDATORI, HA UNA CANTINA SOTTO CASA, ALLA PERIFERIA SUD DI FIRENZE, CHE , PIU’ O MENO DAL 1986, HA OSPITATO TUTTE LE ANTENATE DELL’ATTUALE FORMAZIONE, A PARTIRE DAGLI “STOUT” NEI QUALI GIA’ MILITAVA L’ATTUALE BASSISTA, MASSIMILIANO ZATINI (ALL’EPOCA ANCORA CON I CAPELLI): UN PICCOLO QUARTIER GENERALE PERENNEMENTE DA RIORDINARE, INSONORIZZATO ARTIGIANALMENTE TANTO TEMPO FA E CON UN IMPIANTO VOCE SICURAMENTE DA RIMODERNARE, MA DAL QUALE NON CREDO POTREMMO PIU’ PRESCINDERE PER IL NOSTRO SUONO.

-Com’è nato il nome del gruppo? Ha un significato particolare?INIZIALMENTE CI ERAVAMO RIBATTEZZATI “BUZZ ON”, CHE SIGNIFICA GERGALMENTE RONZIO DI FONDO MA ANCHE STATO DI ALLUCINAZIONE (A NOI PIACEVA ANCHE PENSARE AD UN IN REALTA’ INESISTENTE CONTRARIO DI “BUZZ OFF” OVVERO SIA “LEVATI DAI C….”). POI DOPO LA TRASMISSIONE IN TV DELLO SPETTACOLO DI MARCO PAOLINI “AUSMERZEN” SUL PROGRAMMA ATTUATO DAI NAZISTI PER L’ELIMINAZIONE DEGLI INDIVIDUI NON AUTOSUFFICIENTI, SIAMO RIMASTI AFFASCINATI DALLA STORIA DI ERNST LOSSA, BAMBINO DI ETNIA JENISH CHE FINI’ IN QUESTO PROGRAMMA IN QUANTO, COME SI DIREBBE OGGI, TENDENTE ALL’IPERCINESI. SACROSANTEMENTE RIBELLE COME TUTTI QUELLI DELLA SUA ETA’, RUBAVA APPUNTO LE MELE DALLA CUCINA E LE REGALAVA AGLI ALTRI INTERNATI, CONTRIBUENDO A RISOLLEVARNE IL MORALE E TRASMETTENDO LA SUA VOGLIA DI NON ARRENDERSI. TUTTO QUESTO GLI COSTO’ PURTROPPO LA VITA.

-Ci sono stati artisti che vi hanno influenzato particolarmente o a cui vi siete ispirati?
GLI ASCOLTI CHE CI HANNO FORMATO SONO MOLTEPLICI; SE SI PARLA DI SUONO DI RIFERIMENTO, OGNUNO DI NOI HA UN RICORDO PIU’ SPECIFICO. ABBIAMO SCELTO (CON ENORME FATICA FRA TUTTO IL RESTO) “ROCK’N’ROLL ANIMAL” DI LOU REED, “HARD RAIN” DI BOB DYLAN, “WHO’S NEXT” DEGLI WHO, “WHITE LIGHT, WHITE HEAT” DI VELVET UNDERGROUND, “SIAMESE DREAM” DEGLI SMASHING PUMPKINS, “RADIOACTIVITY” DEI KRAFTWERK, “BLONDE ON BLONDE” DI BOB DYLAN”, “DAYDREAM NATION” DI SONIC YOUTH, “YOUR FUNERAL MY TRIAL” DI NICK CAVE, “EASTER EVERYWHERE” DI 13TH FLOOR ELEVATORS, “LONDON CALLING” DEI CLASH, “ROCKET TO RUSSIA” DEI RAMONES.

-Qual è la maggiore fonte di ispirazione per i vostri testi?
NON ESISTE UNA FONTE ‘UFFICIALE’, ORAZIO DIXIT CARPE DIEM. L’INVENTIVA E’ BELLA PER QUESTO, A VOLTE DAL NIENTE SI CREA TUTTO, PUO’ BASTARE UNA PAROLA, UN SUONO, OD UNA VISIONE ASSOCIATA ALLO STATO EMOTIVO DEL MOMENTO. L’ESPERIENZA CHE OGNUNO DI NOI PORTA CON SE’, E’ LA SORGENTE DI TUTTE LE NOSTRE IDEE. MA PRIMA DI DIVENTARE FIUME, DEVE FARSI ALVEO IN MODO INTELLIGENTE, ALTRIMENTI DEBORDA.

-Come vi rapportate con il pubblico durante i live?
NON SIAMO MOLTO DISINVOLTI, NONOSTANTE L’ORMAI ANTICA FREQUENTAZIONE DEI PALCHI. MA RIFLETTE IL NOSTRO CARATTERE, E SE PROVASSIMO A FARE GLI INTRATTENITORI NON CI RIUSCIREBBE, NON LO ERAVAMO NEMMENO DA RAGAZZI. SE NON ALTRO I PRESENTI SEMBRANO SEMPRE APPREZZARLO, ED IN FONDO QUEL CHE CONTA E’ LA SPONTANEITA’

-Raccontateci l’esperienza più negativa che vi è successa durante un concerto. Quella più positiva?
DI SOLITO LE ESPERIENZE NEGATIVE SONO LEGATE ALL’ASCOLTO NON PERFETTO: SUONARE E NON SENTIRSI E’ MOLTO STANCANTE, NON TI DIVERTI AFFATTO, E PURTROPPO CAPITA FREQUENTEMENTE. DA GIOVANE SUBIVAMO MOLTO IL PESO DEL PUBBLICO POCO NUMEROSO O PALESEMENTE DISINTERESSATO, RICORDIAMO DI AVER SUONATO SUBITO PRIMA O SUBITO DOPO GRUPPI MOLTO VALIDI TECNICAMENTE E CHE MAGARI FACEVANO UN GENERE PIU’ APPREZZATO E DI AVER VOLUTO SPARIRE. POI CON L’ESPERIENZA IMPARI A FARE LA TUA PARTE SENZA CURARTENE. PER QUANTO RIGUARDA IL RICORDO PIU’ BELLO, CI HA FATTO PIACERE, DOPO AVER APERTO UNA SERATA A DAN STUART DEI GREEN ON RED, CHE LO STESSO CI ABBIA APOSTROFATO – FACENDOCI I COMPLIMENTI – CON: “I HAVE TO LEARN TO PLAY NOT AFTER A ROCK SHOW – DEVO IMPARARE A NON SUONARE DOPO UNO SPETTACOLO ROCK (trad.)…..

-Avete un episodio particolarmente divertente che vi fa tutt’ora ridere?
ABBIAMO REGISTRATO IL DISCO NEL MESE DI LUGLIO IN UN CASOLARE DI CAMPAGNA ALLE PORTE DI FIRENZE CON UN CALDO SOFFOCANTE, E CI SIAMO ACCORTI, IN FASE DI MIXAGGIO, CHE IN SOTTOFONDO ALLA REGISTRAZIONE DELLA VOCE DI “FIELDS OF STONE” C’ERANO I CORI DELLE CICALE FUORI DALLE FINESTRE….INCREDIBILMENTE SEMBRAVANO PERFETTE PER IL BRANO, COSI’ LE ABBIAMO LASCIATE.

-Se riusciste a vedere attraverso gli occhi di un fan un vostro concerto, cosa pensereste di voi stessi?
RISPOSTA DIFFICILISSIMA, MA CREDIAMO DI POTER IMMAGINARE UNO SGUARDO NON SOLO INDULGENTE MA ANCHE DIVERTITO. TECNICAMENTE C’E’ SICURAMENTE MOLTO DI MEGLIO IN GIRO, ANCHE SENZA CONSIDERARE IL MAINSTREAM. MA CITANDO UNA RECENSIONE RECENTE DEL NOSTRO LAVORO SU ONDA ROCK, “IL NOSTRO SLOT IN UNA SERATA LO POSSIAMO STRAPPARE SENZA MOLTI PROBLEMI”

-Quali sono i vostri progetti futuri e/o il vostro sogno nel cassetto?EVOLVERSI, NELLA VITA ED IN OGNI PERCORSO DETTATO DALLA CREATIVITA’. SE POI QUESTO ACCADE CON STOLEN APPLE, MEGLIO ANCORA.

 

Per saperne di più su Stolen Apple:

Grazie Stolen Apple, per questa intervista è tutto!

STAY ROCK! 😉

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