Tractors: due passi tra le campagne metalliche di “Io Campo” | (review: Marco Durst)

Tractors

Quanto è bella l’aria della campagna al primo mattino. Il sorgere del sole sulle colline, il cinguettio degli uccellini sugli alberi, i colori accesi dei campi e… Il thrash metal dei Tractors! La band di Viterbo è formata da quattro metallici contadini nei quali scorre il sangue dell’Agri-Metal più radicato: Emiliano Natali (vocal, bass), Paolo Nevi (vocal, guitar), Giorgio Poli (drums) e Michele Arnone (guitar), già reduci da numerose band, fondono i propri principi morali, sonori e ‘campagnoli’ per dar vita ad uno spumeggiante mini-album formato da quattro pezzi, chiamato “Io Campo”, nel quale predilige l’essenza dell’ironia più pura miscelata ad un profondo speed/thrash metal. Immergiamoci in questo campo di sonorità!

Il canto di un gallo annuncia una nuova alba; si leva lentamente il solare thrash metal di “Ruba Galline”: i pronunciati arpeggi iniziali accendono la mietitrebbia del suono, che con gli affilati riff di chitarra falcia le spighe dell’imperfezione, mentre batte il terreno nel quale vengono piantati i semi del metal più naturale. Un pezzo ricco e ben delineato che riesce a risvegliare le emozioni sonore degli anni d’oro del Thrash Sound.

I cingoli di “Fuckin’ Rebel Tractors” si muovono pesantemente sul suolo della musica, lasciando dietro di essi le orme di un pezzo ben strutturato: la mordente voce del frontman continua ad annunziare le proprie novelle mentre guida questo trattore alimentato da energiche ritmiche e più che modeste armonizzazioni, il tutto ben miscelato con del sano thrash di prima qualità!

E se il carburante scarseggia? Nessun problema: c’è “Kings Of Nafta” pronta a rifornire questo simpatico, e allo stesso tempo, spumeggiante progetto! Puro propellente sonoro in grado di alzare la lancetta del divertimento, le cui molecole metalliche forniscono energia ad un ottima ritmica in grado di muovere questa imponente macchina Agri-Metal.

La giornata in questa campagna metallica si conclude con i rimbombanti spari speed metal di “Fucili a Sale”: forse il più bel pezzo dell’album! Nonostante il testo ironico, la band riesce a dar vita ad una track strabiliante, con una ritmica marcata e spinta al punto giusto, arricchita da ogni singola parte strumentale. E mai avrei pensato che una frase come “Sale grosso, cervello fino, è il mio motto da contadino” potesse gasarmi a livelli estremi!

Ed ecco che i Tractors danno vita ad un piccolo capolavoro nella scena metal; la fantasia di questi ragazzi è riuscita ad abbattere barriere sonore che si credevano ben salde, unendo l’inventiva ironica dei testi al serio sound metallico, partorendo un possentemente simpatico disco come “Io Campo”! Non so quanto queste estroverse tematiche possano rendere onore alla loro bravura, ma una cosa è certa: i Tractors sono riusciti a catturare la nostra attenzione, strappandoci qualche sorriso durante i continui headbang!

 

MARCO DURST

8/10

 

Per saperne di più sui Tractors visita la loro pagina.

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