Yattafunk – L’intervista ad una band emergente di Roma

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Ecco gli Yattafunk, una band funk metal davvero particolare! Scopri qualcosa in più su di loro con quest’intervista! (Risponde alle domande Funk Norris, cantante/chitarrista ritmico degli Yattafunk).

–Raccontateci un po’ la vostra storia e come è nato il progetto della band.
F.N.: Gli Yattafunk nascono inizialmente come side-project per ognuno dei suoi componenti, poi congelate momentaneamente tutte le nostre rispettive avventure musicali, ci siamo dedicati esclusivamente a questo perché sentivamo che era il momento giusto per dare alla luce tutto quello che avevamo fatto fino ad allora. Non ci bastava semplicemente più suonare ogni tanto presentando questo nuovo progetto.

-Com’è nato il nome della band?
F.N.: Volevamo trovare qualcosa di particolare che avesse al suo interno però la parola “funk”, così da poterci identificare subito. Allo stesso tempo doveva far sorridere e risultare semplice da ricordare, così dopo varie idee abbiamo optato per l’unione del manga Yattaman con cui tutti noi eravamo cresciuti, l’abbiamo diviso a metà e ci abbiamo messo dentro la parola “funk” appunto.

-Avete degli pseudonimi davvero singolari: Com’è nata questa scelta? Vi rispecchiate in loro?
F.N.: Esattamente come per il nome della band, anche i nostri dovevano contenere al loro interno la parola “funk”. Ognuno di noi ha scelto uno degli eroi preferiti principalmente dal mondo del cinema action americano. Credo che il migliore sia quello del chitarrista solista, Arnold Funkenegger!

-E’ uscito da poco il vostro album “Yattafunk Sucks”: qual è la canzone che vi ha soddisfatto di più?
F.N.: Personalmente ritengo “Hell yeah” quella che più mi soddisfa. Ma io sono forse il più ‘metallaro’ della band, gli altri hanno la loro preferenza anche in base al loro background musicale.

-Ci sono stati artisti che vi hanno influenzato particolarmente o a cui vi siete ispirati?
F.N.: Per quanto riguarda questo progetto, sicuramente non abbiamo potuto evitare di guardare ad artisti del calibro di Red Hot Chili Peppers e Infectious Grooves; di questi ultimi sono un accanito fan. Ma abbiamo creato un bel meltin’ pot musicale che arriva fino ai Metallica o agli Iron Maiden, passando per i Deep Purple o i Grand Funk Railroad.

-Dite che il vostro album “suona come una band teletrasportata negli anni ’70”: potreste spiegarci cosa significa?
F.N.: Il genere proposto non è nuovo, ci hanno già provato nei primi anni ’90 in America e le influenze dagli anni ’70 ci hanno fatto venire voglia di far finta di essere una band che in quegli anni registrava un disco metal, senza melodyne, cuts particolari, effetti che all’epoca non esistevano. A qualcuno è piaciuto ad altri no, fa parte del gioco, l’importante è non inciampare mai nelle vie di mezzo. Gli Yattafunk o ti piacciono o non vuoi nemmeno sentire una sola canzone.

-Qualche novità in vista che magari vorreste condividere in anteprima con noi?
F.N.: Siamo in un momento di transizione ora. Dobbiamo rinnovare parte della line-up e iniziare sicuramente a buttare giù qualche idea nuova e sviluppare quello che è stato lasciato da parte per terminare “Yattafunk Sucks”. Seguite la nostra pagina Facebook per tutte le novità.

Per saperne di più sugli Yattafunk:

Grazie ragazzi e buona fortuna!

STAY ROCK! 😉

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